L’incontro tra la cantante israeliana Noa, l’artista turca Pinar
Yolaçan, la scrittrice sarda Michela Murgia e Maria Antonietta
Mongiu, anch’essa sarda, archeologa ma prestata alla politica, può
costituire un significativo momento di confronto tra Donne d’altrimari.
Dromosfestival ha, infatti, posto al centro, tramite una serie di
eventi artisti di qualità, la figura femminile come soggetto
primario o come protagonista, in una fase storica in cui
fondamentalismi di diversa natura – nutriti da constanti
pregiudizi e stereotipi negativi – penalizzano in primo luogo la
donna. Tutte, con la loro opera, il loro impegno spesso ben più
ampio e articolato rispetto al solo ambito artistico e professionale,
proprio attraverso la loro costante opera di mediazione e di
apertura al confronto culturale, possono definirsi “donne di
pace” e “donne del dialogo” e tutte hanno contribuito o
possono contribuire a combattere quell’estremismo che
strumentalizza la religione, mortifica la cultura, diffonde il
fanatismo ed umilia soprattutto le donne e i soggetti più deboli
della società.
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