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2008
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Noa's
concert in Spilimbergo, Italy. July
28th (Folkest 2008)
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Grande attesa per il nuovo tour di Noa "Genes and Jeans"
che approderà al festival Folkest 2008 il 28 Luglio, in cui la
cantante israeliana presenterà l'omonimo nuovo disco appena uscito.
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NOA Israele
La cantante israeliana Noa ha una voce che diffonde gioia ed entusiasmo. Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Interprete in Vaticano di un’Ave Maria che ha commosso il mondo e protagonista di numerosi festival di musica etnica, Achinoam Nini (Noa per tutti) è diventata in pochi anni una stella acclamata della world music. I miei genitori, israeliani di nascita e yemeniti di origine, si sono trasferiti negli Stati Uniti - racconta - quando avevo un anno. Ho vissuto fino a 17 anni a New York, dove ho studiato e fatto le prime esperienze artistiche. Una crisi di identità e il richiamo della mia terra, un giorno, mi hanno spinto a tornare in Israele. Lì ho proseguito gli studi, ho prestato il servizio militare e con una scuola di jazz e musica classica di Tel Aviv, la Rimon School, ho completato la mia formazione, avviata alla High School di New York. Vivo poco lontano da Tel Aviv e non andrei mai a stare altrove. Quando non sono in tournée scrivo, produco, canto e faccio spettacoli. E che produzione, si può
aggiungere, e quali miglioramenti sulla via del successo in quindici anni. Grazie anche alla collaborazione con Gil Dor e con il chitarrista americano Pat Metheny, Noa ha messo a frutto le capacità e la fantasia compositiva che uno spiccato talento musicale ha profuso in lei. Ma che cosa c’è alla radice di una voce così
particolare? Credo che ci sia l'amore. - dice - Non quello delle canzonette sentimentali, ma un sentimento più vasto, una leva che vince tutte le resistenze e dona la serenità. Dove si trova l’amore e dove comincia la ricerca? Per me è stata una scoperta in un momento in cui si era fatto acuto il conflitto tra la ragione e l’istinto. Il ritorno alle radici ha sciolto il nodo. A casa mia ho trovato una zona d’incontro delle due componenti da cui posso attingere quando creo e canto. Lì ho annullato le mie inquietudini e ho colto la più bella ricchezza del mondo: l’amore, appunto. Già da piccola - ricorda - la musica l’accompagnava. A otto anni, cinguettava per casa e cantava in piedi sul tavolo, deliziando parenti e amici. La comunicazione con chi l’ascolta oggi ha la stessa spontaneità di allora: La sentite anche voi la mia emozione, il cuore che mi batte?, chiede scherzosamente alla platea, portandosi la mano sul petto. Il suo repertorio, dapprima molto americano, scivola gradualmente verso melodie più
orientali. E proprio quando si immerge in quel clima, danzando e accompagnandosi con percussioni, tamburelli, piccoli strumenti a fiato, Noa dà il meglio di sé. Quando poi regala Beautiful that way, il brano della colonna sonora del film di Roberto Benigni La vita è bella, si ha la prova che canzoni come questa, interpretate da una voce così
limpida, sono realmente un dono. Nella primavera del 2008 esce il suo nuovo album Genes & Jeans, che dà nome al tour. Shalom, pace, un saluto e un augurio che comunica un’idea della vita che esclude l’odio e il pregiudizio. Da molti anni grande amica di Folkest, il suo è un ritorno sempre gradito.
Noa - voce, percussioni; Gil Dor - chitarre; Gil Zohar - tastiere; Anat Firestone - basso elettrico; Jean Paul Zimbris - batteria; Gadi Seri -
percussioni.
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Noa's concert in Spilimbergo next July 28th, (the show is part of
the Folkest 2008 – International Folk Festival http://www.folkest.com
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Ritorno
particolarmente gradito quello di Achinoan Nini, detta Noa,
nell’ultima serata del Folkest,
rassegna musicale di livello internazionale per quanto riguarda il folk,
che ha festeggiato quest’anno la trentesima edizione, le cui
ultime tre giornate si sono tenute, come sempre, nella sede naturale
di Spilimbergo dopo aver girovagato per il tutto Friuli durante l’intero
mese di luglio. Non sono un esperto né un appassionato del genere,
e della cantautrice israeliana conoscevo soltanto alcuni dei pezzi
per cui è famosa nel mondo e che hanno qualche opportunità
di passare per radio, come quello che fa parte della colonna sonora
de “La vita è bella”, ma la sua fusion, che trae
alimento dalle tre culture musicali - e non solo - che stanno alla
base della sua storia sia personale sia artistica, tra Israele,
Yemen (Paese da cui proviene la famiglia d'origine e soprattutto
l’amata nonna) e gli Stati Uniti, è intensa, profonda e gradevole
allo stesso tempo, estremamente suggestiva e coinvolgente. Noa non
è più una ragazzina, ma sul palco si muove con agilità, grazia;
le capacità vocali e interpreative notevoli, quando si mette alle
percussioni sembra una bahiana del gruppo Olodum e si scatena
tirandosi dietro il pubblico; la naturalezza e la comunicativa, in
un miscuglio di italiano, inglese, ebraico ed arabo
comprensibilissimo, le permettono di padroneggiare la scena e di
entrare immediatamente in sintonia con gli spettatori (alcune
migliaia, la piazza quasi colma) senza dover ricorrere ad alcuna
ruffianeria, anzi: riesce a parlare di quel che le sta a cuore e del
suo (notorio) impegno per la pace e la comprensione tra i popoli, al
di là di ogni barriera, senza cedere alla tentazione di comiziare e
di imporre le proprie idee alla gente. Eccellente il gruppo,
capeggiato dall’inseparabile partner artistico musicale, il
chitarrista Gil Dor (che sembra Amos Oz un po' più giovane. Ed è
un complimento).
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