2008

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Noa's concert in Milano, Italy. June 28th (Teatro dal Verme)

La cantante israeliana Noa presenta il nuovo album “Genes & Jeans”. Alla serata partecipano l’autore Moni Ovadia, il compositore Fabio Vacchi, il Premio Nobel per la Pace Elie Wiesel e lo scrittore Amos Oz. Saranno festeggiati i sessant'anni dello stato d’Israele per cercare di capirne i problemi d’identità, le sue contraddizioni e le sue grandezze. 

Nata in Israele nel 1969, Achinoam Nini (che significa Sorella della Pace in ebraico) porta un nome che proviene da quello della prima moglie di Re David. Israeliana, genitori di origini yemenite, vive la sua infanzia a New York. A 17 anni, però, torna in patria dove viene arruolata dall’esercito per due anni, nel corso dei quali inizia ad esibirsi come compositrice. Frequentando poi una scuola di musica conosce Gil Dor, il quale diventa il suo partner musicale. Noa trova la fama internazionale nel 1994 con un album che porta il suo nome, caratterizzato dalla supervisione di Pat Metheny. 

Accanto alla sua carriera musicale Noa si impegna soprattutto per promuovere il dialogo nella questione israeliano-palestinese: è l’unica artista israeliana che sin dal 1993, prima di ogni accordo di pace, viene invitata ai festival palestinesi. La cantante israeliana Noa ha una voce che diffonde gioia ed entusiasmo. Il suo canto mescola armoniosamente jazz, rock americano e suggestioni mediorientali, superando tutte le frontiere culturali. Interprete in Vaticano di un’Ave Maria che ha commosso il mondo e protagonista di numerosi festival di musica etnica, Noa è diventata in pochi anni una stella acclamata della world music. Ma che cosa c’è alla radice di una voce così particolare? “Credo che ci sia l’amore - dice -. Non quello delle canzonette sentimentali, ma un sentimento più vasto, una leva che vince tutte le resistenze e dona la serenità”. La cantante israeliana crede che la musica sia uno strumento per riavvicinare i popoli in conflitto. Il concerto “Genes & Jeans” vuole farci comprendere le contraddizioni e le speranze di un popolo che sta ancora lottando per la sua sopravvivenza. 

Sabato 28 giugno alle ore 21 
Teatro Dal Verme 
Via S.Giovanni sul Muro 2, Milano 

Prologo Musicale di Fabio Vacchi e Moni Ovadia 
Letture di Elie Wiesel (Premio Nobel per la Pace nel 1986) e Amos Oz 
Concerto di Noa “Genes & Jeans” 
Coordinatore Ernesto Ferrero (Premio Strega e direttore della Fiera del Libro di Torino) 

Serata a pagamento: Euro 10 
I biglietti sono in vendita presso il circuito TicketOne (tel. 02 87905201). 

Informazioni al pubblico 
www.lamilanesiana.it 
Teatro Dal Verme tel. 02 87905 

Fabio Calderola 
fabio.calderola@voceditalia.it 


All'interno della "Milanesiana", rassegna di letteratura musica e cinema che si svolge da nove anni a Milano, sabato 28 giugno è stata organizzata una serata d'eccezione dal titolo "Israele e la forza degli elementi (terra e acqua)". 

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Davvero impossibile mancare ad un appuntamento a cui partecipavano Elie Wiesel (sopravvissuto ad Auschwitz, premio nobel per la pace), Amos Oz (straordinario scrittore israeliano), Moni Ovadia e Noa.

Elie Wiesel e Amos Oz hanno catturato la nostra attenzione con le loro riflessioni filosofico letterarie (il perchè della sofferenza, la responsabilità dell'uomo, il ruolo dello scrittore nella società di oggi e così via) poste sempre con pacatezza, profondità e un pizzico di ironia. 

Mi piace ricordare l'esortazione finale di Wiesel che può costituire un punto di riferimento per ognuno di noi: "think higher and feel deeper".

E infine, a confermare il carattere eccezionale della serata, Noa, la musicista israeliana che, insieme alla sua band, non finisce mai di stupire. 

Ed è una "veterana" che lo dice: avrò ascoltato almeno una quindicina di suoi concerti; ognuno di essi è un concentrato di energia, di gioia, di purezza, di intensità. 

È un'artista che va necessariamente conosciuta dal vivo perché la sua capacità comunicativa, la sua grazia, la sua pienezza espressiva - che già si colgono nei suoi cd - vengono amplificati, si materializzano e travolgono e conquistano gli spettatori.

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Noa sta portando in giro per il mondo, attraverso un lunghissimo tour che la impegna per tutto il 2008, il suo nuovo album Genes and Jeans che, come allude il titolo, è un viaggio musicale che esplora le sue radici (ebrea di origine yemenita nata in Israele che ha vissuto per 17 anni a New York e ora abita a Tel Aviv) unendo in maniera magnifica melodie e ritmi yemeniti, canzoni popolari ebraiche, pezzi moderni dal sound più occidentale.


Si tratta di un viaggio che ripercorre anche, inevitabilmente, la storia della sua famiglia (davvero cara l'idea di Noa di far cantare sua nonna nel cd e di inserire foto dei nonni nel booklet). 

Una volta salita sul palco, l'artista ha presentato il suo nuovo lavoro in italiano, segno, questo, di una grande sensibilità, di apertura mentale, di desiderio di conoscere, di comunicare e di farsi vicina al suo pubblico.

Genes and jeans, un disco etnico, dunque, presenta sonorità distanti rispetto all'ultimo straordinario live (Noa and the Solis string quartet Live in Israel 2005) completamente acustico. 

Ma con qualsiasi formazione Noa riesce comunque a dare il meglio di sé e a sbalordire: la sua voce cristallina - io credo davvero la più bella in circolazione oggi -, che tocca le vette più alte e le profondità degli abissi, che si libra leggera e poi si impone impetuosa penetra dritta diritta nei nostri cuori. 

Il concerto ha seguito, per i primi brani, l'ordine del cd: un inizio segnato dall'atmosfera suggestiva di Waltz to the road, una coinvolgente Ayelet chen/In your eyes che ci ha catapultato nel mondo orientale e "Dreamer", pezzo forte e insieme dolce, dedicato al nonno, ma, in fondo, forse anche a tutti i sognatori ("running where the road is broken, singing where no words are spoken").

Noa ci ha regalato, però, anche alcuni dei suoi classici come I don't know - in cui Noa si mostra virtuosa percussionista -, Yuma, e soprattutto una nuova versione di Mishaela di straordinaria bellezza, in cui il ritornello è cantato polifonicamente da tutti i componenti della band. 

Proprio questa è una delle caratteristiche che distingue i veri grandi artisti: la capacità di rimettersi in discussione, di provare a cambiare e di riuscire a rendere ancora più bello ciò che già sembra perfetto (sembrava impossibile migliorare un pezzo favoloso come Mishaela, eppure...). 

In questo è naturalmente aiutata dal maestro Gil Dor, direttore musicale, virtuoso chitarrista, amico e inseparabile partner musicale di Noa da 18 anni, musicista che sa esprimere con il suo strumento, il suo sguardo e la sua bellissima voce - giustamente valorizzata durante i concerti - dolcezza e grazia, ma anche intensità e forza travolgente. 

Inutile dire che anche gli altri musicisti (la bassista Anat Firestone, il batterista Jean Paul Zimbris, il formidabile percussionista Gadi Seri e il tastierista Gil Zohar) contribuiscono a rendere lo spettacolo di elevatissima qualità.

Un'altra manciata di canzoni dal nuovo disco: The eyes of love - dolcissimo inno allo sguardo dell'amore che non bada al nome, al colore della pelle, alle rughe che si cerca di nascondere, ma guarda solo ciò che c'è dentro, al di là della facciata -; la toccante Ani Tzameh, per voce sola; le trascinanti Dala dala e Heart and head durante le quali Noa mostra anche la sua abilità di danzatrice; una popolare canzone ebraica, El ha maayan, e infine la title track Genes and Jeans.

A gran voce Noa è stata richiamata sul palco ed ha eseguito da sola al piano la canzone finale dell'album dedicata ai suoi due figli, The balancing act, che, col suo testo un po' amaro e il ritmo cullante da ninna nanna, svolge perfettamente il ruolo di chiusura (the more I see, the more I grow, the less and less I seem to know; only that life is just a balancing act). 

Ha poi duettato con il percussionista: entrambi hanno suonato con una singolare percussione (una sorta di grande lattina vuota) una canzone popolare yemenita dal ritmo forsennato e trascinante.

Infine per il pubblico italiano il concerto non poteva che chiudersi con Beautiful that way - tratta dal film La vita è bella - che Noa riesce ad interpretare sempre in modo struggente.

Mi rendo perfettamente conto che una pura cronaca, per quanto entusiasta, può solo vagamente rendere l'idea di che cosa realmente trasmetta un concerto di questa straordinaria artista che, per quanto sempre più conosciuta, ancora non ha tutto lo spazio e non riceve tutta l'attenzione che meriterebbe.



Noa vuole avere il pubblico vicino - è la prima cosa che dice appena salita sul palco -, regala generosamente sguardi pieni di vita e sorrisi infiniti; si commuove, le cade qualche lacrima, è emozionata anche per la presenza di grandi personalità - che abbraccia calorosamente alla fine del concerto -; ammira con sguardo adorante i suoi musicisti. 

Dà un'impressione di familiarità, di vicinanza, di semplicità, di affabilità incredibili. È così distante dagli atteggiamenti propri delle star di oggi! Ogni suo gesto, ogni sua parola sono pieni di vita e di amore; ogni dettaglio è curato con attenzione. 

Forse è proprio questo ciò che il pubblico apprezza di più: sentire che Noa si dà al cento per cento senza risparmiarsi; sentire che è vicina, che davvero è come appare, che realmente ha desiderio di comunicare vita amore e pace, quella pace che canta nelle sue canzoni, per la quale si batte e che, le auguro, possa vedere presto realizzata nella sua splendida e tormentata terra.


Per sapere di più su Noa rimando al suo sito ufficiale www.noasmusic.com che è specchio perfetto della sua personalità, ve ne accorgerete!


28 June 2008
21:00 Milano, Italy 
Teatro Dal Verme
Via San Giovanni Sul Muro 2
http://www.dalverme.org 


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