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Basilica del Santo gremita, inviti esauriti da giorni, un parterre di autorità istituzionali e lo stato maggiore francescano al completo hanno fatto da cornice alla terza edizione del premio internazionale Sant'Antonio, organizzato dal Messaggero di Sant'Antonio organo di stampa dei frati minori conventuali diffuso in tutto il mondo con 10 edizioni in lingua straniera.
Palcoscenico di indubbio effetto l'abside e l'altare maggiore contornato dalle pale di Luca Belludi ha visto muoversi con la consueta professionalità la padovanissima Elisabetta Gardini coadiuvata dallo sceneggiatore Jim Carrington forse più a suo agio quando si trova a scrivere copioni per film di grande successo che non nella conduzione di una serata particolare come questa.
Grande attesa per Noa la cantante israeliana presente nel doppio ruolo di premiata e messaggera di pace. Momenti toccanti si sono vissuti in Basilica quando la Gardini e Carrington hanno chiamato a ritirare i riconoscimenti tributati da una speciale giuria Suor Nancy Pereira, indiana del Kerala che assiste i poveri e gli emarginati di Bangalore grazie ai fondi di uno speciale sportello bancario etico con il microcredito; Mino Damato che con la sua fondazione aiuta i bambini rumeni ammalati di aids; Pupi Avati regista cinematografico di vaglia, testimone con la sua opera di una ricerca continua di simbiosi tra spiritualità profonda e avventura pura; Luca De Mata documentarista premiato per il provocatorio "Cristo nel freddo dell'est", reportage realizzato nei paesi ex-comunisti sulla persecuzione dei cristiani e "last but not least" Achinoam Nini meglio conosciuta come Noa che ha ritirato il premio speciale intitolato a Lucia Valentini Terrani dalle mani di Alberto, marito del grande soprano prematuramente scomparso.
Notati tra il folto pubblico numerosi politici rappresentanti l'intero mosaico dei partiti in consiglio comunale:da Ivo Rossi a Luigi Mariani al segretario cittadino della Margherita Claudio Sinigaglia con la moglie Roberta, all'assessore alla cultura Giuliano Pisani nella doppia veste di sostituto del sindaco Destro costretta a letto da una fastidiosa influenza e di membro autorevole della giuria del premio S. Antonio.
Tra i giornalisti si distingueva per mole (dato il luogo non lo avremmo visto male con indosso una porpora cardinalizia per meriti...sportivi) Stefano Edel con le telecamere di mamma Rai e Paolo Braghetto del Mattino di Padova che conversava amabilmente e a distanza ravvicinata con una fascinosa e seducente fotografa dalla bionda chioma con uno splendente brillante al naso.
Notati anche il direttore dei Summertime Walter Ferrulli e la prediente del coro gospel più acclamato d'Italia Ursula Babini.
Presente nelle prime file anche il questore Rodolfo Poli, che ha voluto sincerarsi di persona della bontà del dipositivo di sicurezza dispiegato dalla Questura per l'occasione.
L'autentica protagonista della serata, senza nulla togliere agli altri degni
vincitori, è stata indubbiamente lei: Noa. Ai presenti la "sorella della pace" (questo il significato del suo nome) ha regalato una serie di intense emozioni, iniziate con una versione originale dell'Ave Maria con la stupenda voce accompagnata dalle note di bravissimi musicisti.
Il repertorio ha spaziato dai recenti successi dell'album Now fino a brani di Noa il disco che l'ha rivelata al grande pubblico. Finale con Beautiful that way tratto dalla colonna sonora del film premio Oscar La vita è bella di Roberto Benigni. Noa si è poi intrattenuta nello splendido chiostro della Basilica firmando autografi, posando per foto ricordo con i convenuti e conversando amabilmente con la gente dimostrando simpatia e gentilezza innate quasi da farla sembrare...una di noi.
La giornata padovana di Noa
Il rapporto tra Noa e la nostra città ha radici profonde e risale a qualche anno fa quando Achinoam Nini era una perfetta sconosciuta nel nostro paese se non per pochi intenditori dal palato fine. Pur avendo pubblicato importanti lavori nel 1991 e sopratutto nel 1993 anno della sua collaborazione con il mostro sacro Pat Metheny, Noa capita a Padova in una fredda sera del 1994. Al Torresino. Pochi intimi, forse 30, 35 persone ma di palato fine musicalmente parlando. Noa canta e conquista il pubblico, poi si ferma a conversare con la gente.
Lì nasce una bella amicizia con dei ragazzi padovani tra i quali Paolo Vidaich ecclettico e versatile musicista, abile percussionista anima dei Calicanto e compagno di viaggio dei Summertime. L'amicizia si cementa nel tempo e anche se Noa è diventata una star famosa e richiesta non fa le bizze tipiche delle grandi rock star. Per lei valori come l'amicizia sono sempre da mettere al primo posto. Come un'amica qualunque Noa alza la cornetta del telefono da Tel Aviv e chiama Paolo e la dolce moglie, si informa della salute dei loro due bambini e racconta della sua vita quotidiana.
Giornata tutta padovana dunque quella di ieri per Noa, che dopo essere atterrata al Marco Polo si è subito trasferita in città dove ha alloggiato all'Hotel Plaza. Tempo di sistemarsi e finalmente a pranzo con gli amici padovani. Nel pomeriggio tour turistico in città, vigilato da un paio di angeli custodi riservati e discreti della Digos, con una puntatina in un noto negozio di abbigliamento per bambini dove la cantante israeliana è stata riconosciuta dalle commesse dopo lo shopping e ricoperta di complimenti...decisamente meritati a nostro modesto parere.
Dopo un breve riposo Noa si è recata presso la Basilica del Santo per le prove con la sua band, dove ha regalato a tutto il pubblico presente una serata magica e intensa
come i testi delle sue canzoni.
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