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May,11. Roma (Italia): "Time for Life" Concert Rome's historic Colosseum has staged its first music concert in its 2,000-year history.


© photo Emilia Galindo from RaiTre

Noa performs at Rome's Colloseum (11/5/02) 
The first-ever concert at the Rome Colloseum was held on May 11th, under the banner of "Time for Life- A Tribute for Peace". Many artists from around the world took part in this show, including Ray Charles, Mercedes Sousa, Khaled, Nicola Piovani, and various artists from Aghanistan, Sarajevo, Belgrade, Africa and Ireland. Only 400 people were allowed inside to watch, while thousands stood outside and watched the concert on giant video screens.

The concert on Saturday night was hosted by legendary musician Ray Charles and was aimed at promoting world peace.  Charles was joined by a host of international artists who performed songs highlighting peace and equality, with particular emphasis on the Middle East conflict.


© photo Emilia Galindo from RaiTre

The event was organised by Uri Savir, a former Israeli ambassador. "Conquests and military victories were celebrated here before, but now we are here to celebrate life and to show that no war, no army can achieve peace," declared Mr Savir at the start of the concert. 


© photo Emilia Galindo from RaiTre

Charles came on stage in a glittering gold-sequined jacket to sing Georgia On My Mind. Other artists included Algeria's Khaled, Argentina's Mercedes Sosa, Palestinian musician Nabil and Israeli singer Noa. Italian Nicola Piovani, winner of an Oscar for the soundtrack to Life is Beautiful, also performed.


© photo Emilia Galindo from RaiTre

Israeli Foreign Minister Shimon Peres, Mohammed Rashid - economic adviser to Yasser Arafat - and mayors from 25 cities across the world attended the show.

Hand-shake

Mr Peres and Mr Rashid - representing both sides of the conflict in Israel - expressed hopes of reconciliation. "This place which in the past was a symbol of violence can become a great symbol for the hope for peace," Mr Peres said.Mr Rashid joined Mr Peres on stage and the two shook hands in a gesture applauded by the 300-member audience. "I'm ready to go to hell for peace, but I'm not prepared to go to heaven for terrorism," declared Mr Rashid to loud cheers. White-robbed dancers baring olive branches and a children's choir also performed at the concert. The word "peace" was lit up in six different languages around the venue. To close the two-hour concert, the mayors joined the performers on stage. They sang John Lennon's hit Imagine and a flock of white doves was set free.  © BBC


© photo Emilia Galindo from RaiTre


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© photo Emilia Galindo from RaiTre


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© photos Emilia Galindo from RaiTre


© photo Emilia Galindo from RaiTre


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© photo Emilia Galindo from RaiTre


Concerto di pace al Colosseo

ROMA - La scenografia unica di un Colosseo splendidamente illuminato ed un cielo clemente a dispetto delle previsioni, hanno accolto il concerto per la pace organizzato dal Comune di Roma per gli ospiti del Glocal Forum. Il palco e la platea (400 posti) montati sul lato est dell'anfiteatro sono stati per una sera il centro della speranza di pace nel mondo e il contesto del gesto più importante, la stretta di mano fra il Ministro degli Esteri israeliano Peres e e il consigliere economico di Arafat Mohammed Rashid. Un significato politico forte  e di grande importanza attorno al quale è stato costruito uno show suggestivo, anche se l'ufficialità istituzionale dell'occasione ha inevitabilmente creato un'atmosfera un po' ingessata, in cui la retorica ha fatto più volte capolino.

Ad aprire la serata il suono di un battito cardiaco ed il contemporaneo pulsare di luci rosse su tutti i lati del Colosseo. Poi gli archi del Solis String Quartet, i cui interventi hanno punteggiato diversi momenti dello spettacolo. Quindi le due presentatrici della serata, Milly Carlucci e la danese Line Baun Danielsen, hanno introdotto la prima grande star, Ray Charles, che ha cantato accompagnandosi al pianoforte la sua canzone più famosa, Georgia on my mind. Da lì in poi è stato un susseguirsi di musica e parole fortemente legate al tema conduttore della manifestazione, a partire dalla coreografia scelta da Carla Fracci, accompagnata al pianoforte da Nicola Piovani e da ballerine che stringevano rami di ulivo. Quindi la splendida voce di Noa, ancora con Piovani per una splendente versione inglese di La vita è bella ribattezzata Beautiful That Way e la sensuale Aisha di Khaled. Il cantante algerino, ha confessato tutta la sua emozione nel cantare in un luogo ed un'occasione così irripetibili. "Ero emozionato persino durante le prove" ha ammesso sorridendo.

Fra tutte le dichiarazioni ufficiali le parole degli artisti presenti sono sembrate le meno retoriche e le più incisive, forse perché più libere da doveri diplomatici.Toccanti le parole di Nicola Piovani che ha voluto dedicare la sua musica a Padre Ibrahim, il frate custode della Chiesa della Natività di Betlemme, così duramente provata dagli avvenimenti della recente crisi israelo-palestinese. "La pace-ha ricordato Piovani- sembrano volerla tutti, ma non è così, i guerrafondai sono molti". Mercedes Sosa, che ha regalato uno dei momenti più intensi della serata con una sentita interpretazione di Gracias a la vida,  ha invece voluto rappresentare il punto di vista femminile: "In ogni guerra le donne sono quelle che soffrono di più e che mai la scelgono. E' facile cominciare una guerra, mentre costruire la pace è un lavoro lungo e difficile, ma dobbiamo farlo".

Fiorella Mannoia ha ricordato che "Dietro ogni conflitto ci sono interessi economici. Bisognerebbe pensare un po' meno al denaro". Accompagnata al piano da Danilo Rea, la Mannoia è stata protagonista di un grande momento interpretativo con Oh che sarà. Il tema dell'incontro e del dialogo è stato ben rappresentato anche da duetti come quello fra l'israeliana Noa e Nabil Ben Salameh, voce palestinese dei Radiodervish e quello fra il bosniaco Dino Merlin e il serbo Bilja Krstic. Le parole di Ghandi, lette da Remo Girone sembravano echeggiare nel posto giusto e la musica ha dato ancora una volta il suo contributo al desiderio di pace dei popoli di tutto il mondo. Ma il momento più significativo dell'intera serata è stato quello della stretta di mano fra Peres e Rashid. Peres ha sottolineato come sia importante riuscire a vedere oltre l'attuale crisi israelo-palestinese per costruire un futuro di pace ed ha voluto rimarcare come il Colosseo sia da questo momento un nuovo simbolo di speranza. Rashid a sua volta ha indicato proprio nelle difficoltà uno sprone per un maggiore impegno al dialogo. Il volo delle colombe bianche liberate alla fine del concerto sulle note di Imagine di John Lennon, cantata in coro da tutti gli artisti (tranne Ray Charles, anziano e in non buone condizioni di salute, che ha lasciato anticipatamente  il Colosseo) è stato il gesto simbolico finale. La speranza è che il decolllo delle colombe simboleggi quello di una nuova volontà politica, quanto mai necessaria ed urgente in questo difficile momento storico. (© Federico Fiume)




CANTI PER LA VITA
Nella notte del Colosseo emozione e speranza sulle note di «Imagine»

Parole, più che musica. Così, in una notte di primavera, con i romani che tornano a passeggiare in via dei Fori Imperiali, il Colosseo smette di essere simbolo della città e diventa quello del futuro del mondo. Il migliore possibile. C’è il sindaco Walter Veltroni appena dietro, nella foto che tutti aspettano: con il ministro degli Esteri israeliano, Shimon Peres, e il consigliere economico di Yasser Arafat, il palestinese Mohamed Rashid. Così vicini. «Sono pronto ad andare all’inferno per la pace - dice Rashid circondato dagli sguardi e dal silenzio - ma non sono pronto ad andare in paradiso per il terrore». Si stringono la mano. In un applauso che sembra non finire. Dentro l’Anfiteatro Flavio, proprio dove i romani andavano a guardare sangue. Adesso, nello stesso posto, c’è il suono di una batteria a simulare il battito cardiaco, e intorno silenzio, e luci rosse ad accendersi e spegnersi. Poi arriverà la voce struggente di Ray Charles, e subito dopo tre colombe bianche a volare, dalle mani di Carla Fracci. E via via tutto il resto di «Time for life», il concerto voluto dal Campidoglio che sembra un miracolo laico, in grado di trasformare il Colosseo. Da monumento a icona della speranza, da simbolo del passato a manifesto del futuro. Che avrebbe dentro «Grazie alla vita», ma cantata con la voce di Mercedes Sosa.
«Il 20 marzo, cinquantamila romani - dice Veltroni - hanno raggiunto il Colosseo per chiedere la pace in Medio Oriente. Stasera vorremmo mandare un altro messaggio». Ed accade, subito dopo: la stretta di mano tra uomini di popoli in guerra. Arriveranno ovunque, la nuova icona della pace, il Colosseo, e queste mani strette, trasportate dalle immagini e raccontate dalle parole e dalle fotografie delle centotrenta testate giornalistiche presenti: a Mosca come a Belfast, a Washington come a Madrid, a Parigi ed Hanoi, a Gerusalemme e a Tel Aviv. Ovunque. E questo futuro trascinato nel presente vivrà anche nelle parole dei fortunati che c’erano, che, nel Colosseo, hanno ascoltato «Georgia in my mind» cantata da Ray Charles e «La vita è bella» da Noa accompagnata da Nicola Piovani. Ma oltre alla suggestione del luogo, alla perfezione della scenografia, e alla poesia di testi e musiche, racconteranno altro, una volta tornati a casa. Di una canzone, Imagine , che sembrava il sogno di un pacifista e adesso, intonata in coro dai 25 sindaci di città lontanissime tra loro, esaltata nella suggestione della scenografia, anch’essa, come il Colosseo che la ospita, sembra potersi trasformare, da visione a progetto.
Sono arrivati a Roma per un convegno che durerà fino a domani, il «Glocal Forum», e per trovare una strada migliore per la globalizzazone, i sindaci, e si sono ritrovati dentro note, le prime non di musica colta, suonate al Colosseo. Le prime da sempre. «In questo luogo che in passato era teatro di violenza - dice il ministro israeliano Shimon Peres - e adesso può diventare speranza di pace». Così, in una notte di primavera, imagine all the people living life in peace , canta la folla a piazza Farnese, davanti al maxischermo che riflette il Colosseo. Nuovo simbolo. Non più, non solo, di Roma.
© Corriere della Sera


Concierto por la paz de O.Medio en Roma  ( © www.terra.es )
El Coliseo romano, emblemático símbolo de la historia de Italia, albergará a artistas como el estadounidense Ray Charles, la argentina Mercedes Sosa, la israelí Noa y el argelino Khaled, el próximo 11 de mayo.El evento, que será transmitido en mundovisión, forma parte de una conferencia de tres días convocada en la capital italiana por el "Glocal Forum" y en el que se debatirán cuestiones como la paz y la globalización.

Bajo el nombre de "Time for life", en la velada musical está prevista la presencia también de figuras como Nabil, Gil Dor, Farad Darya, Bogo Mufin', Gospel Group, Dino Merlin, Bilja Krstic, Carola, Fiorella Mannoia y Nicola Piovani, una de cuyas composiciones, la banda sonora del film "La vida es bella", fue escogida como música oficial de las jornadas. Algunos de los invitados provienen de países que han sufrido conflictos bélicos, como Serbia y Bosnia.

El Anfiteatro Flavio, inaugurado en el 80 d.C. por el emperador Tito es una de las atracciones turísticas más visitadas de Italia y ha sido utilizado en algunas ocasiones como escenario para representaciones teatrales, pero no para un concierto musical. A las jornadas convocadas por el "Glocal Forum", entre los próximos días 11 y 13, acudirán un total de 25 alcaldes de  ciudades de países en desarrollo y de grandes metrópolis occidentales, según explicó la primera autoridad de Roma, Walter Veltroni.




La luce di cento candele e poi musica e danza. Il Colosseo si è aperto per la prima volta a una manifestazione di pace, già millenario emblema di violenza, ieri sera è apparso simbolo ellittico di fratellanza grazie a israeliani e palestinesi che hanno duettato senza imbarazzo. Grazie soprattutto alla stretta di mano che è apparsa un rito liberatorio tra il ministro degli Esteri Shimon Peres e Mohamed Rashid, rappresentante dell´Anp e consigliere economico di Yasser Arafat. Peres ha chiesto a gran voce la pace e ha ringraziato Roma per la sua disponibilità ad ospitare la prossima conferenza di pace del Medio Oriente. Mohamed Rashid ha proseguito dicendo: «Stop al terrore. Sono pronto ad andare all´inferno per la pace. Non sono pronto ad andare in paradiso per il terrorismo». Alla fine la cantante israeliana Noah e l´algerino Khaled, occhi fissi e lucidi, hanno intonato con i trecento ospiti tutti in piedi l´inno alla pace e alla fratellanza scritto da Lennon. Da piazza Farnese dove era installato il maxi schermo, scoppia un applauso. I sindaci arrivati da tutto il mondo per partecipare ai tre giorni di Glocal Forum, il summit dei governi locali aperto ieri a Roma in Campidoglio, erano emozionati nella foto di rito; sono loro a giocarsi la possibilità di aprire un fronte nuovo, un network di città grandi e piccole, obiettivo la pace e gli aiuti reciproci. La conferenza dei poteri locali piace e non piace. Musica argentina in piazza per i Disobbedienti come fossero a Buenos Aires, nella augusta sala della Protomoteca si è scalmanato un assessore di Rifondazione subito ridotto al silenzio. Momenti di colore locale mentre a prendere la parola era chiamato il presidente della Banca Mondiale, James Wolfensohn, introdotto dai padroni di casa Veltroni e dall´ambasciatore israeliano Uri Savir, presidente del Glocal e già tra i negoziatori di Oslo. «La conferenza che si apre oggi segna un importante passo avanti verso la lotta contro la povertà e l´emarginazione - ha detto Wolfensohn - mi piace che contro la globalizzazione si sia coniato un sillogismo simpatico, la glocalizzazione. Quando ho sentito questa parola per la prima volta ho pensato fosse un motto israeliano. Invece è patrimonio di tutti». Chiedono aiuto perché vogliono crescere i sindaci di Sarajevo, Kigali, Nis, rispondono compatti i majors di Washington, Boston e pure Milano. Nelle aree urbane si gioca la sfida del futuro, Veltroni ne è convinto mentre annuncia: «La scelta di Roma come sede della conferenza di pace del Medio Oriente potrebbe essere confermata proprio in queste ore». Ieri pomeriggio in questo senso si sono mossi anche lo stesso Wolfensohn e i rappresentanti dell´Autorità Nazionale Palestinese inviati a Roma da Arafat per discutere con la Banca Mondiale sul futuro della Palestina. E il concerto al Colosseo ha dato una spinta decisiva all´ambizioso progetto di Veltroni. Che Peres appoggia: «Roma? Perché no? Il clima politico è favorevole quanto quello meteorologico, ma sono in tanti a decidere». Scherza ma lancia un allarme, c´è rischio di una nuova guerra fredda se Usa e Ue dovessero perdere l´affiatamento. Cofferati era della partita in Campidoglio. Ha seguito gli interventi e ha chiuso offrendo una personale chiave di lettura in grado di restituire ai sindaci un ruolo determinante: «La globalizzazione andrebbe razionalizzata, solo in questo modo è possibile governarla eliminando gli estremismi, un tributo dovuto ai valori universali che devono ripartire dalle culture locali, dal valore sociale del lavoro senza mai rinunciare alla propria identita». E si ritorna al Colosseo dalle mille emozioni. Poi tutti al party blindato dell´Excelsior a parlare di quell´abbraccio storico. © Michela Tamburrino 



Suoni di pace nell'arena del Colosseo   (© www.kataweb.it )

Noa e Khaled, Ray Charles e Fiorella Mannoia, e ancora, artisti serbi e bosniaci, Carla Fracci e Nicola Piovani. Per la prima volta il Colosseo di Roma si apre alla musica, con il Glocal Forum Nostro Servizio

Un concerto al Colosseo: cantanti e musicisti da tutto il mondo al posto di leoni e gladiatori, insieme non per sfidarsi ma per dar vita ad una lunga kermesse nel nome della pace. Accade a Roma la sera di sabato 11 maggio con "Time for life", la grande kermesse musicale promossa dal Campidoglio in occasione dei tre giorni del 'Glocal Forum'. Per la prima volta, all'interno del Colosseo sbarca la musica: quella di Noa e di Khaled, di Ray Charles e di Fiorella Mannoia.
Solo 350 spettatori potranno assistere al concerto dagli spalti del Colosseo: tutti invitati, per lo più personalità politiche e rappresentanti dei governi locali delle tante città di tutto il mondo che prendono parte al Glocal Forum. Ma gli altri non resteranno tagliati fuori. Per il grande pubblico, sarà infatti possibile seguire la manifestazione, che inizierà alle 22 e terminerà alle 23.30 circa, sul maxi-schermo installato a Piazza Farnese.

A un concerto per la pace non poteva mancare l'incontro fra la cantante israeliana Noa e l'algerino Khaled, simboli del mondo israeliano e del mondo arabo che non hanno mai sposato i fondamentalismi e non hanno mai rinunciato a dialogare: canteranno insieme Imagine, e Noa si esibirà anche con Jil Dore ed il vocalist palestinese Nabil, nella canzone Centro del mondo. Ci sarà l'intramontabile Ray Charles, con la sua Georgia on my mind, l'argentina Mercedes Sosa che canterà Gracias a la vida, Fiorella Mannoia, accompagnata dal pianista Danilo Rea, che eseguirà una bellissima canzone di Chico Buarque, Oh che sarà?.

E ancora, a riunire i destini di Serbia e Bosnia, il bosniaco Dino Merlin e la cantante slava Bilja Krstic, si ritroveranno insieme per cantare la dolcissima Over the Rainbow, la canzone di Dorothy del 'Mago di Oz' che sogna un mondo dai cieli blu dove "i problemi si sciolgono al sole come gocce di limone...". Tra gli altri protagonisti dello show, il Solis Quartet, Farhad Darya, i sudafricani Bongo Maffin, la cantante pop svedese Carola, i canti caraibici dei Black Voices.
E non ci sarà soltanto la musica: l'attore Remo Girone leggerà pagine sulla non violenza scritte da Gandhi, e Carla Fracci si esibirà accompagnata al pianoforte da Nicola Piovani. Durante il concerto passeranno sullo schermo immagini di guerre e conflitti nel mondo, da Kabul a Johannesburg, da Sarajevo a Belfast. Il gran finale sarà a sorpresa e coinvolgerà tutti gli artisti insieme.


CONCERTO PER LA PACE AL COLOSSEO ( © RAI )

Sabato 11 maggio, in occasione del primo convegno sulla Glocalizzazione in programma fino a lunedì a Roma, si svolgerà un importante concerto per la pace, intitolato Time For Life.
Oltre che un'occasione musicale, sarà anche il giorno di una stretta di mano importante: quella fra i ministri degli esteri palestinese ed israeliano.
Il Concerto per la Pace offrirà uno spettacolo molto suggestivo non solo per i significati che porta con sè, ma anche per gli ospiti musicali che interverranno durante la serata.
RaY Charles, Nabil, Muffin, Noa, ma anche Fiorella Mannoia, Nicola Piovani proporranno uno spettacolo fatto di ottima musica nella prestigiosissima ed esclusiva cornice del Colosseo. Insime intoneranno la canzone che più di tutte simboleggia la pace: Immage di Jhon Lennon.
RaiTre trasmetterà in diretta differita l'evento presentato da Milly Carlucci a partire dalle 23.10
Come detto, verso metà della serata faranno il loro ingresso sul palco Shimon Peres e Sari Nusseibeh, i due ministri degli esteri di Israele e Palestina che con una stretta di mano testimonieranno gli sforzi per la pace dei due paesi.


Peres e Rashid insieme al concerto per la pace al Colosseo

ROMA (© Reuters) - Il Colosseo, teatro di sanguinose battaglie fra leoni e gladiatori 2.000 anni fa, ha cambiato tono sabato, ospitando per la prima volta nella sua storia un concerto per promuovere la pace nel mondo. Artisti da ogni parte del mondo hanno eseguito canzoni per la pace e l'uguaglianza, con una particolare attenzione al conflitto in Medio Oriente.

"In precedenza qui si sono celebrate conquiste e vittorie militari, ma ora siamo qui per celebrare la vita e per dimostrare che nessuna guerra, nessun esercito può ottenere la pace", ha dichiarato in apertura Uri Savir, un ex ambasciatore israeliano che ha organizzato l'evento.  Molti personaggi politici far i quali il ministro israeliano degli Esteri Shimon Peres, il consigliere economico di Yasser Arafat, Mohammed Rashid, e i sindaci di 25 città di tutto il mondo hanno riempito le poltrone di una fila del Colosseo per ascoltare il concerto, trasmesso in diretta in tutto il mondo.

All'inizio, una luce rossa ha investito le grandi mura di pietra prima che un'altra luce splendente illuminasse l'ingresso sul palco di Ray Charles, che, indossando una giacca dorata ha iniziato a cantare "Georgia on my mind".Dopo la sue performance si sono alternati sul palco l'algerino Khaled, l'argentina Mercedes Sosa, il musicista palestinese Nabil e la cantante israeliana Noa. Si è esibito anche Nicola Piovani, vincitore di un Oscar per la colonna sonora del film "La vita è bella" di Roberto Benigni.

IL MEDIO ORIENTE "NEL MIRINO"

Peres e Rashid, ognuno in rappresentanza di una parte del conflitto che nelle ultime settimane ha registrato un'escalation di sangue, hanno messo molta attenzione nel promuovere un messaggio di riconciliazione. "Questo luogo che in passato è stato un simbolo di violenza può diventare un grande simbolo per la speranza della pace", ha detto Peres.

"Stiamo cercando la via per uscire dalla crisi, ed io sono sicuro che c'è la via. Nonostante ora possa essere oscura, sono sicuro che apriremo gli occhi e la vedremo. Dobbiamo fare del Colosseo il nuovo simbolo della speranza che tutti abbiamo per la pace".  Rashid ha raggiunto Peres sul palco e gli ha stretto la mano facendo applaudire i 300 presenti.

"Sono pronto ad andare all'inferno per la pace, ma non sono preparato ad andare in paradiso per il terrorismo", ha dichiarato Rashid fra urla di acclamazione.

Il concerto, intitolato "Tempo per la Vita", fa parte di un vertice di tre giorni fra sindaci, esperti di sviluppo, funzionari della Banca Mondiale ed altri che si chiama "Glocal Forum", un evento che sta cercando di definire come la globalizzazione possa funzionare meglio a livello locale. Si tratta di un'invenzione di Savir, il capo del centro della pace di Tel Aviv che in precedenza aveva lavorato per gli accordi di pace di Oslo, ora andati in malora, che un tempo promettevano la soluzione della crisi in Medio Oriente.

Decine di colombe bianche sono state liberate alla fine delle due ore di concerto -- che ha visto anche l'esibizione di ballerini vestiti di bianco che agitavano rami d'ulivo ed in coro di bambini mentre la parola "pace" veniva illuminata in sei diverse lingue. In chiusura, i sindaci si sono uniti a tutti gli artisti sul palco ed insieme hanno cantato la canzone di John Lennon "Imagine". "La musica è il miglior modo che abbiamo per celebrare la pace", ha detto il sindaco di Walter Veltroni


Noa: Contro la Violenza canto la pace.

    «Sono tempi molto difficili, e in un momento come questo io non so fare altro che cantare per la pace. Cantare significa comunicare, e mantenere viva la comunicazione è la cosa più importante perché se la comunicazione si ferma la violenza vince»: forse sono queste calme, logiche parole dell’israeliana Noa a riassumere il senso del concerto Time for Life che nel quadro del Glocal Forum ieri sera ha visto sul palco nel centro del Colosseo tanti musicisti e cantanti di diverse nazionalità e provenienze uniti da un solo obiettivo, il sogno della pace. «Tutte e due le parti sono cattive, tutte e due le parti sono buone: è questo il nostro problema, un alternarsi di buono e cattivo che rende impossibile scegliere. Si può solo sperare, e nel frattempo far musica per la pace», dice Noa, per la quale cantare con artisti che vengono dall’altra parte della barricata non è un’esperienza nuova. Nata a Tel Aviv, cresciuta nel Bronx e poi tornata in patria, ha diviso il palco con tanti colleghi dell’«altra parte», l’ultima volta a Napoli, dove con il palestinese Nabil Salameh, leader della band Radio Dervish e giornalista di Al Jazeera, ha cantato Centro del mundo, un intenso brano in inglese, francese e spagnolo nel quale "la mia casa e il mio destino sono il vero centro del mondo".
    «Far musica qui dentro al Colosseo è un impegno sovraccarico di emozioni, un obiettivo alto ma anche desolante di fronte a quello che succede nel nostro pianeta. C’è chi pensa che le manifestazioni per la pace non servono a niente: può darsi, ma sono sicuramente molto più utili delle manifestazioni per la guerra», sorride amaro Nicola Piovani, che ha accompagnato al piano Carla Fracci e suonato con Noa. «Bisognerebbe avere sempre un pensiero di pace, e la mia musica, che è al tempo stesso libertà e ribellione, parla d’amore e di pace — scuote la testa Khaled, re algerino del räi, il ritmo arabo che strizza l’occhio al rock. — I terroristi e gli estremisti? Per me sono solo fascisti».
Ecco, era questa l’aria che tirava ieri al Colosseo, la stessa che ha spinto i protagonisti della serata a orientarsi su brani adatti all’atmosfera, come l’Imagine di John Lennon che ha chiuso la serata. Così Noa ha proposto Beautiful That Way e con Nabil Centro del mundo, Khaled ha fatto Aïsha (è il nome della figlia), Fiorella Mannoia un bellissimo Oh che sarà di Chico Buarque de Hollanda con Danilo Rea al piano, l’afgano Farhad Darya ha cantato I Like, la mitica vocalist argentina Mercedes Sosa Gracias a la vida, il sudafricano Bongo Maffin’ The Way, la svedese Carola Pride, e persino nelle note de superclassico Georgia On My Mind interpretato dall’inossidabile Ray Charles il pubblico ha letto un significato diverso dal solito. Che altro? Bella la coppia Dino Merlin e Bilja Krstic (lui di Sarajevo, lei di Belgrado, hanno cantato insieme), ottimi i musicisti del Solis String Quartet, che in occasioni del genere non mancano mai e che hanno composto ed eseguito la sigla del concerto intitolata Heart Sound (Il suono del cuore) nonché molti altri suggestivi brani che hanno fatto da colonna sonora ai vari momenti della serata. © Il Messaggero, domenica 12 maggio 2002 di Fabrizio Zampa

 

 

 

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