Back to 2001 Index

Noa's concert in Cosenza , Italy. With Khaled & The Blues Brothers

La politica culturale dell'amministrazione comunale di Cosenza ha, nel corso degli ultimi quattro anni, conseguito un importante risultato: quello di restituire al termine "festa" il suo significato originario. Una città che si ritrova, si apre all'altro e consapevolmente partecipa, realizza, diventa protagonista di quelli che lontani dall'essere dei semplici momenti di svago sono delle "feste" propriamente intese: processi collettivi di crescita. Cosenza è diventata così la città della "Festa delle Invasioni", festival che giunto alla quarta edizione si è già prepotentemente posto all'attenzione della critica nazionale per la formula originale adottata e per il forte messaggio politico che lancia: una comunità che si apre al diverso, allo straniero; le invasioni come fonte di ricchezza e non motivo di odi irrazionali.

    Cosenza è anche la città che festeggia il capodanno per tutta la notte del 31 dicembre, richiamando nelle strade cittadine la popolazione di tutta la provincia e turisti da tutta Italia: sessantamila persone nel 2000, ottantamila nel 2001. Lo scorso anno filo conduttore dei festeggiamenti di fine d'anno fu l'omaggio a "2001 odissea nello spazio", il capolavoro cinematografico di Kubrick, per tornare a porre l'attenzione sulle domande di sempre su cui si è misurato e dovrà misurarsi il pensiero umano: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo... ...cogliere l'esistenza dell'umanità, e tutte le nostre singole esistenze, come una vicenda carica di senso.

Quesiti che si ripropongono con inquietante drammaticità; nessuno avrebbe immaginato in quell' "alba del terzo millennio" vociante e festosa che i primi giorni del nuovo secolo ci avrebbero portato un conflitto di dimensioni tali da porre in pericolo il concetto stesso di convivenza.  Non c'è molto da festeggiare quest'anno, ma paradossalmente è proprio in un contesto simile che una "festa", propriamente intesa, assume valore.

    Non ci saranno le solite luminarie, non ci saranno i consueti spettacoli di contorno, non ci saranno i fuochi d'artificio ma ci sarà la "festa"; i cittadini, i calabresi, i turisti, si riuniranno per un grande concerto per la pace. Artisti, simbolo di nazioni e continenti diversi e divisi, sullo stesso palco, nella stessa notte, così simbolicamente sentita.   Alla musica, strumento di comunicazione di tutti i secoli e di tutti i millenni, sarà affidato il compito di lanciare forte e deciso il messaggio di speranza che un altro mondo è possibile, che la diversità è un bene indispensabile: una ricchezza che unisce e non può e non deve dividere le persone, i popoli, i continenti.

Israele, il mondo arabo, l'occidente simbolicamente sullo stesso palco, nello stesso momento, nella stessa notte che apre un nuovo anno. A rappresentarli artisti di primo piano: Noa, Cheb Khaled e i Blues Brothers... ...e non è un caso che ciò avvenga a Cosenza, in Calabria, regione diventata nel terzo millennio terra di confine dove ciclicamente sbarcano persone di razze, religioni, colori diversi; simbolo estremo di quella "moltitudine" alla ricerca di un mondo migliore.

La serata sarà trasmessa in diretta televisiva via internet (http://pace.cosenza.org) a cura di Interact network, realizzatrice tecnologica dello streming on-line. L'intera iniziativa sarà finalizzata ad una imponente raccolta di fondi a favore di Coopi (Cooperazione Internazionale), impegnata in azioni umanitarie nelle zone colpite dal conflitto in corso


KHALED

 Soprannominato il "Re del Rai", Khaled (all'inizio della carriera Cheb Khaled, dove Cheb sta per "giovane" e "attraente") è uno degli esponenti più influenti del moderno rai, la musica che riflette il collasso dell'ordine sociale tipico dell'Algeria post-bellica.

Cresciuto ascoltando il rai secondo l'aggiornamento pop proposto a metà degli anni sessanta dal pluristrumentista Bellemou Messaoud e dal cantante Belkacem Bouteldja, Khaled si fa apprezzare in giovanissima età a Orano per le proprie estemporanee esibizioni vocali a matrimoni e feste. Influenzato sia da musicisti orientali (Umm Kalthum e Farid El-Atrache, tra gli altri) che occidentali (dalla Piaf a Charles Aznavour), inizia la carriera con la medesima mancanza di istinto manageriale che caratterizza ogni cantante di rai: migliaia di cassette circolano liberamente per il paese, nella più totale assenza di royalities o di promozione radiofonica-televisiva. L'anno della consacrazione è il 1985, quando viene ufficialmente incoronato "Re del Rai" a un festival musicale di Orano.

Nel 1991 Khaled firma un contratto con la Barclay, sussidiaria francese della Polygram. "Khaled", grazie all'hit "didi", diventa disco d'oro in Francia (più di 100.000 copie vendute) e vende rispettabilmente in molte parti del mondo. La seconda fatica discografica "N'ssi N'ssi" frutta al cantante un Cesar (l'equivalente francese degli oscar) per la migliore colonna sonora dell'anno.

Trasferitosi in Francia evita per lungo tempo di ritornare in patria a causa dell'intolleranza dei fondamentalisti islamici, ed è solo con il nuovo millennio che l'artista riesce a tenere un trionfale concerto ad Algeri.

 

NOA

Nata a Tel Aviv da genitori yemeniti, trascorre tutta la sua infanzia negli USA, dove frequenta la scuola di danza di Marta Graham e si forma musicalmente ascoltando i suoi idoli (Joni Mitchell, James Taylor, Paul Simon).

A 17 anni ritorna in Israele per conoscere i .l Paese dov'era nata ed incontra un giovane medico (oggi suo marito) per il quale decide di abbandonare gli studi universitari (sarebbe stata un avvocato),lasciare la famiglia negli Usa e andare a vivere definitivamente in Israele anche a costo di svolgere i due anni di servizio militare obbligatorio.

E' sotto le armi che Noa svolge i suoi primi concerti, quindi decide di migliorare la sua conoscenza di chitarra e pianoforte e si iscrive alla Rimon School of Music di Tel Aviv fondata dal chitarrista GIL DOR,allievo di Pat Metheny.

Sarà Gil Dor ad intuire per primo le grandi potenzialità artistiche della giovane yemenita e sarà lo stesso Gil Dor ad invitarla nel 1991 a cantare in duo con lui al Festival Jazz di Eilat.

li successo del duo è tale che i concerti diverranno numerosi sino a sfociare nel primo album,un "live" con i nomi dei due nello stesso anno.

Il disco sarà per molti mesi al primo posto della classifica israeliana ed il duo comincia ad affacciarsi sulla scena europea,prima in Italia nel 1992,poi a partire dal 1993 in tutta Europa.

Esce nel 1993 il secondo album del duo,il successo del disco in Israele è tale che ad oggi nessun disco ha venduto mai tante copie (molti anni dopo,nel 1998,i due album israeliani verranno editi in Italia in un doppio CD dal nome 'First Steps").

Ma è il 1994 l'anno della consacrazione : Gil Dor presenta Noa al suo vecchia amico Pat Metheny,che decide di produrre il primo album internazionale della cantante, che porta lo stesso nome "Noa".

La spinta di Metheny è decisiva per far conoscere Noa in tutto il mondo,l'artista inizia un'attività concertistica serratissima in tutta Europa,in Giappone,negli Usa.

E' l'anno nel quale Noa canta, prima artista ebraica della storia,davanti al Papa cattolico,in Piazza San Pietro,alla presenza di oltre 100.000 persone.

L'evento mediatico è di grande potenza, ma attira sulla. giovane artista le ire degli ortodossi israeliani,che non le perdonano di aver cantato persino 1'Ave

Maria davanti al Papa.

Noa incontrerà un'altra volta il Santo Padre nel 2000,in occasione del concerto del 1° Maggio a Tor Vergata.

Ma Noa si era già attirata le ire degli ambienti più conservatori in Israele anche per le sue decise prese di posizione nel 1992,ben prima di qualunque accordo di pace, in favore della nascita dello Stato palestinese.

E' l'unica artista israeliana che viene invitata ai festival palestinesi, l'unica a cantare davanti ad un pubblico interamente arabo,come al Festival di Nazareth del 1993.

La vita artistica di Noa sarà giocoforza sempre intrecciata, da allora, alle vicende politiche israeliane, tanto che l'assassino del premier Rabin, minaccerà dì morte al processo la stessa cantante,rea anche di aver cantato quella terribile notte dallo stesso palco.

Nel frattempo Noa ha un'intensa attività musicale che la vedrà anche insieme ad altri grandi della musica mondiale : partecipa al disco "Orange and Blue" di AI Di Nleola,a quello di Pino Daniele "Dimmi, cosa succede sulla terra",duetta con Zucchero,Steve Wonder,Joan Baez, Santana, Clegg e tanti altri.

Nel 1996 esce il suo secondo album internazionale "Calling" prodotto da Rupert Hine, partecipa a due edizioni del Festival di Sanremo nel 1995 e nel 2000,presta la sua voce all'Esmeralda di "Notre Dame de Paris" di Riccardo Cocciante, campione d'incassi ai botteghini di tutto il mondo, così come alle colonne sonore di Eric Serra dei film di James Bond e alla "Giovanna D'Arco" di Luc Besson.

Viene proclamata artista dell'anno in Francia da Taratata nel 1996,che le dedica una serata d'onore.

In anni più recenti incide "Imagine" di John Lennon in arabo,ebraico e inglese nell'ultimo album dell'algerino Khaled,poi viene invitata dalla coppia Oscar del cinema italiano Benigni-Piovani a comporre il testo e gli arrangiamenti del tema de "La Vita è Bella".

L'anno scorso è uscito fi suo ultimo lavoro " Blue Touches Blue".

Tra le altre cose incide in Israele un album insieme all'Israel Philarmonic Orchestra,nel quale Noa sì misura con testi classi cìjazz,testi tratti dal musicals di Bernstein.

L'operazione sinfonica ha un tale successo che viene ripetuta negli USA in un concerto con doppia orchestra (1'Israel e la Filadelfia Orchestra) e in Brasile (con la San Paolo Orchestra).

Di pari passo riesce a conciliare la sua attività col suo impegno pacifista, viene invitata più volte a cantare a Davos ai meeting dei grandi,canta davanti a Hillary e George Clinton alla Casa Bianca, nell'anniversario della morte di Rabin,e ancora ad Helsinki davanti allo stesso presidente ,Arafat e Peres in occasione dell'ultimo vertice vero svolto tra le due parti.

Alla fine del 2000 viene invitata al la Conferenza mondiale ONU a Palermo per portare il suo messaggio, insieme a Nicola Piovani e al cantante palestinese Nabil Salameh,ai grandi della Terra.

Insieme al cantante palestinese nel 2000 riceve solennemente la cittadinanza onoraria del Salento per il suo impegno politico.

Nel marzo del 2002 uscirà il suo nuovo album

BLUES BROTHERS

Nati per gioco e con intenti non proprio musicali, i Blues Brothers si rivelano fin dagli anni '70 il più grande evento musicale nel campo del blues revival. John Belushi e Dan Aykroyd iniziano nel '77 una proficua e travolgente collaborazione nell'ambito del programma televisivo "Saturday Night Live". Gags a ritmo continuo, sketches demenziali e brevi intermezzi musicali sono gli ingredienti di successo della fortunata serie televisiva. Joliet Jake blues (Belushi) e Elwood Blues (Aykroyd) sono due fratelli di aspetto grottesco, in completo nero dallo sguardo truce, affamati di blues nero americano e ispirati dai mitici Sam e Dave.

Sulla scia del successo televisivo, i Blues Brothers pubblicano il loro primo disco registrato dal vivo durante una tourneè negli Stati Uniti. Il disco entra immediatamente nei Top 10, con la cover Soul Man di Sam e Dave, contribuendo così al rilancio della musica soul che ritrova una fitta schiera di appassionati. Il successo va equamente ripartito fra l'innegabile vena umoristica di Belushi e la straordinaria bravura della All Star Blues Band, formata da vecchi reduci degli MG's.

I tempi sono maturi per la realizzazione di quello che sarà l'evento cinematografico degli anni '80. Grazie all'abilità del regista John Landis, il film dal titolo The Blues Brothers diventerà un simbolo di trasgressione, amicizia, solidarietà che influenzerà non poco le future generazioni di giovani. Basato sulla biografia romanzata del gruppo, i fratelli agiscono "per conto di Dio" tra catastrofi, inseguimenti, e tanta musica blues d'annata. Il successo planetario del film porta i fratelli ad incidere un altro disco live, rilanciando altri hits come Gimme Some Love e Who's Making Love.

All'apice del successo, come musicista e attore, John Belushi, autentico trascinatore della band, muore il 5 marzo 1982 a Los Angeles per overdose.

Dopo un lungo periodo di inattività, durato circa sei anni, i Blues Brothers ritornano trionfalmente all'attività concertistica. Partecipano così ad una serie di festivals internazionali in America e in Europa mietendo numerosi successi. Nel 2000 producono un nuovo film " Blues Brothers 2000", con John Goodman al posto di Belushi .

L'ensamble, simbolo dell'America che accoglie e coagula razze e popoli diversi sarà a Cosenza con la formazione storica: sul palco di Piazza dei Bruzi saliranno i mitici Duck Dunn, Danny Gottlieb, Tommy Steve Cropper, Eddie Floyd, Birch Johnson, Alan Rubin, Matt Guitar Murphy e Lou Marini.

Saranno Noa, Khaled e Blues Brothers le star che animeranno il “Concerto per la pace”, in programma il prossimo primo gennaio a Cosenza. Questo cast di stelle permetterà di riunire sullo stesso palco il mondo ebraico (Noa), musulmano (Khaled, algerino da anni in esilio in Francia) e occidentale (Blues Brothers): gli artisti coinvolti, inoltre, intoneranno coralmente “Imagine” di John Lennon, brano ormai mondialmente assunto a inno pacifista. La manifestazione sarà anche visibile sulla Rete, all’indirizzo www.pace.cosenza.org: tutti i proventi della serata verranno devoluti al Coopi (Cooperazione Internazionale), associazione non governativa da anni impegnata nell’assistenza alle popolazioni indigenti nei paesi del terzo mondo.




«Imagine» il duetto fra Noa e Khaled

COSENZA — Davanti al luttuoso vortice della guerra, cantare non è duro: è necessario. O almeno così la pensa Noa (nella foto), di scena la notte del 31 a Cosenza assieme a Khaled e alla Blues Brothers Band. Un concerto in diretta internet (all'indirizzo pace.cosenza.org) per raccogliere fondi a favore di Coopi, l'organizzazione milanese che da 36 anni promuove la solidarietà e lo sviluppo dei popoli. Un'esperienza non nuova per la cantante israeliana che un anno fa, a Palermo, aveva condiviso un altro concerto per la pace col cantante palestinese Nabil Salameh. Frattanto è diventata madre del piccolo Ayehli. «Nella lingua degli indiani nordamericani significa "mia seconda ala"», premette. «Ed è un'espressione di grande amicizia».
Con Khaled e la Blues Brother Band canterete "Imagine" di John Lennon..
«E' un pezzo universale. Se vuoi morire o vuoi stare male hai molte alternative, ma se vuoi vivere sei obbligato a scegliere la pace». Per il resto?
«Sarà uno show molto energico, perché voglio che tutti siano felici. Nel bis, probabilmente, canterò l'Ave Maria di Gounod. Nel Concerto per l'Epifania che registrerò il 4 gennaio al Monastero di Santa Chiara, e che Raiunotrasmetterà il giorno successivo, magari proverò anche un pugno di canzoni napoletane a cui tengo molto come "Torna a Surriento", "Io te vurria vasà"...».
Brani nuovi?
«Ne canterò un paio, "Dance of hope" e "We". Due canzoni felici, che non rinunciano però ad una loro consapevolezza. In "Dance of hope", dico: "Se le nostre mani sono legate taglieremo la corda, io e te assieme, danzando il ballo della speranza"».
A quando il successore di "Blu touches blu"?
«Spero di riuscire a pubblicarlo in aprile, conterrà anche una versione lenta e acustica della "Eye in the sky" di Alan Parson. E' bello attingere cose da altri mondi e farle scivolare nel tuo».
Ma il disco non riflette il clima che si respira in questo momento in Medio Oriente?   «La maternità mi ha spinto verso canzoni profonde, felici. Come tutte le madri, ho attraversato la fase più difficile ed esaltante della vita, che mi ha fatto lasciare fuori dalla porta tutte le difficoltà, le paure, e le depressioni di questi tempi non proprio fortunati per la mia gente».

© Andrea Spinelli




L'Arena di Verona L'evento più popolato è quello organizzato a Roma da RTL 102.5 che, in diretta su Rai Uno, collegherà tre piazze in cui si esibiranno Giorgia, Paola Turci e Britti Parata di concerti con star italiane e straniere per la notte di San Silvestro E Noa, Cheb Khaled e la Blues Brothers Band cantano la pace legando il mondo arabo e semita all’Occidente con «Imagine» di Lennon . L'evento più popolato si annuncia quello organizzato a Roma da RTL 102.5 che, in diretta su Rai Uno, collegherà fra loro le tre piazze in cui si esibiranno Giorgia, Paola Turci e Alex Britti. A Cagliari, invece, sarà di scena Zucchero, mentre Pino Daniele brinderà col pubblico di Otranto. Al centro sociale Leoncavallo, San Silvestro reggae con Rise & Shine e Mad Professor. I Nomadi suoneranno a Trento, Vinicio Capossela a Ferrara, Edoardo Bennato a Siena, Ivana Spagna a San Miniato, la Bandabardò a Sulmona (Aq), gli Africa Unite a Ponderano (Bl), l'Harlem Gospel Choir a Milano. Velvet e Delta V Milanosi alterneranno sui palchi di Foligno e Spoleto con le «voci» di Radio Dee Jay. Capodanno nel segno della musica afroamericana, infine, ad Orvieto con Umbria Jazz Winter, nel segno quest'anno del trio Madeski, Martin & Wood, di Uri Caine, di John Scofield, di Joe Lovano e dei chitarristi Marc Ribot e Pat Marino.
È un canto di speranza, quello che Noa, Cheb Khaled e la Blues Brothers Band regalano il 31 dicembre al pubblico di Cosenza, legando il mondo arabo e semita all'Occidente col filo rosso della «Imagine» di John Lennon. Organizzato a sostegno della Coopi, l'organizzazione non governativa fondata nel '65 a Milano per promuove la solidarietà e lo sviluppo dei popoli, il «Concerto per la Pace» verrà trasmesso in diretta internet (all'indirizzo pace.cosenza.org) da piazza dei Bruzi. Ma il 4 gennaio l'interprete israeliana sarà protagonista anche di un altro duetto eccellente, quello con il cantante palestinese Nabil Salameh nella cornice secolare del Monastero di Santa Chiara, a Napoli. Il loro incontro tra le suggestioni di «Centro do mundo», un brano scritto apposta per l'occasione, è infatti il piatto forte del «Concerto per l'Epifania» che RaiUno trasmetterà in differita la mattina del 5 gennaio alle 11,30. Ma Noa a quell'ora sarà già in viaggio per Agrigento dove, la sera, concluderà con i pugliesi Radio Dervish la Rassegna del Mediterraneo. Intanto Noa si appresta a pubblicare un nuovo album. «Uscirà a primavera e in questi concerti ne offrirò un primo assaggio cantando "Dance of hope" e "We"» spiega. «Probabilmente, metterò pure una cover di "Eye in the sky", indimenticato hit di Alan Parson. L'ho ricantata in versione acustica, rallentandola, rimarrete stupiti». Inutile nascondersi però che, nonostante la dilagante voglia di normalità, questo non sarà un San Silvestro come tutti gli altri. Se l'incontro tra Noa, Khaled e Blues Brothers Band (senza Dan Aykroyd, ovviamente) è la ciliegina, la torta musicale di fine anno ha una confezione mignon. © Paride Sannelli




Capodanno benefico in compagnia di Noa, Khaled e Blues Brothers

Saranno Noa, Khaled e Blues Brothers le star che animeranno il “Concerto per la pace”, in programma il prossimo primo gennaio a Cosenza. Questo cast di stelle permetterà di riunire sullo stesso palco il mondo ebraico (Noa), musulmano (Khaled, algerino da anni in esilio in Francia) e occidentale (Blues Brothers): gli artisti coinvolti, inoltre, intoneranno coralmente “Imagine” di John Lennon, brano ormai mondialmente assunto a inno pacifista. La manifestazione sarà anche visibile sulla Rete, all’indirizzo www.pace.cosenza.org: tutti i proventi della serata verranno devoluti al Coopi (Cooperazione Internazionale), associazione non governativa da anni impegnata nell’assistenza alle popolazioni indigenti nei paesi del terzo mondo. 



 

Back to 2001 Index