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Musica delle Radici (Noagara,
Italia) Lunedì 16 Luglio 2001

Musica delle radici. Questa sera
l’evento clou della rassegna etnica di Nogara, a Villa Raimondi
Oriente e Occidente uniti in Noa. In scena la cantante israeliana che ha
ammaliato i grandi del pop Un’ambasciatrice della pace, divenuta
popolare in tutto il pianeta
C'è grande attesa per il
concerto di stasera, alle 21.30 al Parco di Villa Raimondi di Nogara, per
quello che potrebbe essere l'evento clou di quest'edizione di Musica delle
Radici, iniziativa dell'assessorato alla cultura del Comune di Nogara in
collaborazione con la Provincia di Verona, e con il patrocinio della
Regione Veneto e di Amnesty International. Arriva Noa, accompagnata dal «maestro»
chitarrista Gil Dor e dal percussionista di origine turca Zohar Fresco, e
la cantante israeliana è un classico esempio di musicista in bilico tra
etnica e pop capace di conquistare le classifiche mondiali. Il vero nome
di Noa, nata in Israele nel 1969, è Achinoam Nini, come quello della
prima moglie di Re David. La scelta del suo nome d'arte non è casuale.
Noa è considerata da prima «femminista» della storia, la donna che ai
tempi di Mosè si ribellò alle tradizioni patriarcali in uso.
A dispetto del suo aspetto
delicato e fragile, Noa, che ha passato l'adolescenza a New York, non è
sfuggita alle regole del suo Paese, e ha speso due anni della propria vita
nell'esercito israeliano, ove peraltro, in virtù delle sue qualità
canore e musicali, è stata subito assegnata ad una banda militare.
Successivamente si è iscritta ad una scuola di musica, e qui ha
incontrato il suo «pigmalione», Gil Dor, compositore e arrangiatore
oltreché chitarrista. È con lui che, agli inizi degli anni '90,
conquista il pubblico israeliano esibendosi in duo al Festival di Eilat:
il primo album, «Achinoam Nini Gil Dor Live», vola dritto al primo posto
nella hit-parade israeliana.
Il successo internazionale arriva qualche anno dopo con «Noa», il primo
lavoro distribuito su scala internazionale, edito dalla Geffen Records, e
prodotto da Pat Metheny. Noa canta in tutto il mondo, anche in Piazza San
Pietro a Roma, davanti a Papa Wojtyla e a centomila persone. Le canzoni
sono per lo più in inglese, che la cantante israeliana considera la sua
lingua, e allo stesso modo Noa ha spiegato che «le mie radici musicali
sono occidentali più che orientali. Sono stata ispirata da musicisti come
Paul Simon, Joni Mitchell, James Taylor e Leonard Cohen».
Di trionfo in trionfo, in questi anni Noa ha collaborato con stelle
mondiali del pop, del rock, della canzone d'autore: Stevie Wonder,
Santana, Joan Baez, Sting, Donovan, Cheb Khaled, Joan Manuel Serrat, Al Di
Meola, Carlos Nunez, i «nostri» Zucchero e Pino Daniele; ha prestato la
sua voce all'Esmeralda nella «Notre Dame de Paris» musicata, con grande
successo critico e di pubblico, da Riccardo Cocciante; ha cantato «Imagine»
in arabo, in ebraico e in inglese; ha dato un testo e un nuovo
arrangiamento al tema musicale di «La vita è bella» di Roberto Benigni;
si è esibita davanti ai Clinton alla Casa Bianca, e davanti ad Arafat e
Shimon Peres.
L'impegno artistico, infine, non ha fatto dimenticare a Noa il suo impegno
per la pace: «Nel caso della pace - ha detto - i suoi endemici principi
di compassione, gentilezza, apertura mentale ed empatia, sono radicati
nello spirito umano tanto quanto ogni forma di espressione ar-
tistica. Vale la pena rivolgere alla pace tutta la nostra attenzione,
tutta la nostra passione. Per questo motivo io continuerò ad alzare la
mia voce per la pace»


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