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Nella voce di Noa Israele confina col pop
CORREGGIO (Reggio Emilia) — Noa torna in Italia, ormai la sua seconda patria, dopo il successo ottenuto all'ultimo Sanremo, dove ha cantato una canzone tratta dalla soundtrack della Vita è bella. Voce da usignolo e grande presenza scenica: queste le caratteristiche che le hanno permesso a Noa di sfondare nel nostro paese. Un solo piccolo appunto: l'aspetto più bello della cantante israeliana sono le canzoni ebraiche, quelle che purtroppo, con il passar del tempo, canta sempre meno. Da un paio di anni infatti Achinoam Nini ama interpretare (plasmandoli mervigliosamente) brani più squisitamente pop. Peccato, perché il folklore ebraico ha un fascino unico. Oggi, Noa è al Cinema Estivo di Correggio per Mundus (ore 21,30, 059 340221) e domani alle 22 a Bologna, in Piazza Maggiore.
Che cosa canta in questo tour italiano?
«Prima di tutto il nuovo cd, Blue touches blue, ma anche vecchie canzoni, come I don't know, Mishaela e una delle mie preferite canzoni italiane, Torna a Surriento. Con me ci sono Gil Dor, il chitarrista che mi accompagna fin dagli esordi, il batterista Zohar Fresco, il tastierista Gil Zohar e una donna, la bassista Hagar Ben Ari».
Nel suo precedente tour italiano mescolava musica ebraica e pop...
«Continuerò a cantare in ebraico. L'ho sempre fatto, perché dovrei cambiare?».
Il fatto di cantare La vita è bella le ha attirato critiche di faciloneria musicale. Che ne
pensa?
«È un'accusa che non accetto: io scrivo e canto canzoni in maniera professionale da qualcosa come dieci anni. Chiariamo un punto scrivo e canto quel che mi pare».
Ma perché mischia italiano ad inglese ad ebreo?
«L'inglese è la mia lingua, il mio background è misto. Pop, jazz, world music... non credo alle categorie e non permetterò mai ai critici di ingabbiarmi».
La world music può attirare l'attenzione sui paesi meno
sviluppati?
«Sarebbe bello, ma spesso si creano gravi fraintendimenti. Si prendono musiche di paesi lontani, si etichettano e si spediscono in occidente con un significato ben diverso. Questo è colonialismo».
In alcuni paesi arabi il nuovo cd di Khaled è bandito perché c'è Imagine cantata con
lei...
«Lo so, ed è molto triste. La musica dovrebbe abbattere le barriere, invece in parecchi paesi non è possibile».
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Mundus 2000, dal 21 giugno al 14 agosto a Reggio Emilia e dintorni
Ci saranno artisti provenienti da ogni continente a Mundus 2000 – Linguaggi dell’identità e della differenza, la manifestazione che si svolgerà a Reggio Emilia e dintorni dal 21 giugno al 14 agosto. Il calendario comprende oltre cinquanta spettacoli allestiti nei cortili di case d’epoca, nei giardini e nelle piazze del capoluogo emiliano e dei comuni della sua provincia. A rappresentare la musica mondiale ci saranno: Noa (Israele) Salif Keita (Mali), Doudu N’Diaye Rose (Senegal), Emir Kusturica (ex Jugoslavia), Les Nubians (Francia-Camerun), Emil Zrihan (Israele), Gabi Lunca (Romania), Cherifa (Marocco), Carlos Maza (Cuba), Koryu Nishikawa (Giappone).
Mundus 2000 è organizzato da ATER (Associazione Teatri Emilia Romagna), in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Reggio Emilia e i Comuni in cui si terranno i concerti.
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