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Noa's concert in
Cagliari, Italy June
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Musica. Incontro con le star di “Solstizio d’estate” sul palco di Bonaria
Noa, fascino del semplice
Un ponte musicale tra la Sardegna, la Corsica e le sponde del Mediterraneo. Lo percorre Noa, la cantante israeliana, cantando (sabato sera) davanti alla basilica di Bonaria per il “Solstizio d’estate”. Due le canzoni scelte: Uri e il tema di La vita è bella. Noa si presenta in scena con semplicità, quasi scompare nella vastità della gradinata, ma quando inizia a cantare tutti sono rapiti dalla magia di un canto che è
preghiera.
E lei, sarà l’effetto delle luci, cresce sempre di più, con quella voce e il magnetismo che emana, i capelli neri crespi, i denti grandi in un viso da pulcino. Sul palco c’è anche Gil Dor, che la accompagna dal 1991, quando Achinoam Nini (il vero nome della cantante) ha dato una svolta alla sua carriera di
musicista. «I miei inizi non sono stati molto convenzionali», spiega Noa prima del
concerto: «Durante il servizio militare, in Israele lo svolgono anche le donne, sono stata assegnata alla banda
dell’esercito».
Il resto è una ricerca musicale continua che le dà la fama di artista attenta nel saper cogliere e miscelare le sue origini yemenite, le sonorità ebraiche (ha musicato alcune composizioni della poetessa israeliana Leah Goldberg), il jazz e il pop, come nel suo ultimo singolo If I give you every
thing. «Nei miei testi canto l’amore e il desiderio di pace; Achinoam significa proprio Sorella della Pace». Temi non proprio leggeri, come lo sfruttamento delle donne nel mondo: «Per questo ho scelto il nome
Noah: è la prima femminista della storia, andò a reclamare i diritti delle proprie sorelle davanti a Mosè, a rischio della vita».
Lo Yemen, Israele, l’America, il mondo che conosce in tournée, l’hanno resa un’ambasciatrice di pace e di armonia che ha cantato più volte davanti al Dalai Lama, a Madre Teresa di Calcutta e aI Papa. «È di una semplicità disarmante», dicono di lei, bastano poche battute per capire che è vero: arriva con due ore di ritardo (a Fiumicino ha perso una valigia con i vestiti e la chitarra), si scusa brevemente e inizia a parlare, con una voce bassa, molto
musicale. «Come regalo di compleanno, mi aspettavo una sorpresa diversa», scherza, e rivela di aver compiuto 31 anni venerdì 23, un giorno prima di arrivare a
Cagliari.
«In Sardegna, comunque, sono già venuta altre tre volte, a Calagonone, S. Anna Arresi e Alghero. Conosco la vostra musica, me l’ha fatta conoscere la mia amica Elena Ledda. Avete delle tradizioni musicali superbe, un patrimonio che è comune a tutta l’area nordafricana. Ne parlo spesso anche con Khaled. Ci incontriamo in giro per il mondo».
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