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Noa:
Una voce per la pace.

Prodotta da Pat Metheny e Rupert Hine, l’artista
ora popolarissima in Europa (tour in Francia con Sting e la partecipazione
all’ultimo CD di Pino Daniele) terrà un concerto unico ed imperdibile
con il suo quartetto il 24 Gennaio a Fermo (AP) presso l’Auditorium San
Martino in esclusiva per il centro-sud. E’ l’anteprima della rassegna
itinerante "Tutta Un’Altra Musica" rassegna di musica
"extra-colta" che proseguirà a Marzo, Aprile, Maggio e Luglio
1997 nei comuni del comprensorio del fermano, con il patrocinio della
Provincia di Ascoli Piceno. Achinoam Nini detta NOA in ebraico significa
"Sorella di Pace" ... i nomi sono presagi divini... e quando
alcuni anni fa lei, israeliana nata a New York da genitori di origine
yemenita, andò a partecipare ad un festival in Sicilia al fianco di
musicisti palestinesi, con incassi destinati proprio ai bambini
palestinesi di Hebron, affrontando i possibili contrattacchi di natura
politico-religiosa a cui si sarebbe esposta, guardava con stupore quanti
le facevano notare l’inopportunità della scelta "...perché non
dovrei farlo ? Io sono per la PACE! Ritengo sia giusto che i palestinesi
abbiano uno stato per sé e spero lo possano avere al più presto. Sono
contro il terrorismo, da qualunque parte esso venga. Spero che si possa
arrivare ad un accordo nel minor tempo possibile. Purtroppo, è come
quando si subisce un’operazione. Per giungere alla guarigione si deve
anche sopportare sofferenza, non ci si può aspettare che questo avvenga
in modo indolore. Ma mi auguro che il cammino verso la pace sia il meno
impervio possibile, perché dobbiamo assolutamente giungere alla pace
nella nostra regione". Ma il nome di NOA va ancora più lontano nel
tempo: spiega il suo modo di essere riferendosi ad un’altra NOA,
"...la prima e forse anche l’ultima femminista della Bibbia"
dice "che espropriata di terre di sua proprietà andò da Mosè a
farsele restituire....". Giovanissima, per come coniuga esotismo,
sensualità, raffinatezza, le proprie radici culturali e musicali con le
suggestioni del Rock, del Pop e del Jazz, può inserirsi a pieno titolo
nel filone aperto anni fa da Sade e da Ofra Haza. Erede della cultura
araba, cresciuta nell’ambiente urbano di New York, ha preferito fare
ritorno in Israele. Una decisione, quella del ritorno, che lei stessa
definisce "la più bella cosa che io abbia mai fatto. Non si può
fuggire dalle proprie radici". Le sue radici, in realtà, affondano
nello Yemen: i genitori ne partirono prima che lei nascesse e l'influenza
yemenita permea comunque tutta la sua musica. L'educazione musicale
formale la riceve alla Rimon School of Contemporary Music di Tel Aviv. Ed
è lì che avviene l'incontro con Gil Dor, insegnante presso la scuola,
nonché suo co-fondatore. Chitarrista assai raffinato, oltre che
compositore e arrangiatore, Gil ha studiato al Berklee College of Music di
Boston, dove insegnava Pat Metheny, e al Queens College di New York. Dor
un giorno -erano i primi del '90- coinvolge Noa in una performance al
Cinemateque di Tel Aviv: grande il successo. Inizia così la loro
partnership musicale. Da allora si sono esibiti in concerti e festival in
tutto il mondo, ricevendo ovunque entusiastica approvazione. La loro
musica è una speciale mistura di svariati stili e suoni che danno vita ad
un risultato unico. Suonano propria musica originale oltre a canzoni
israeliane e standard internazionali. Etno-folk americano, poesia ebraica,
melodie yemenite tratte dal Diwan, il libro delle tradizionali canzoni
cerimoniali, il "silsulim" della musica mediorientale:
l'influenza del variegato retroterra culturale di Noa emerge fortemente
dalle sue composizioni, dalla sua gestualità, dal modo di cantare e
suonare (chitarra e percussioni, ma anche pianoforte, flauto, xilofono, la
"darbukkah", batteria araba...). Durante la sua adolescenza
newyorkese, Noa ha frequentato la famosa High School of Performing Arts,
studiando danza con Alvin Ailey e Martha Graham, nonché recitazione.
"La tornade Nini", il tornado Nini, titola di lei "Le
Nouvel Observateur". NOA scrive le sue canzoni e le interpreta poi
con una freschezza ed una facilità impressionanti, attribuibili alla sua
forte carica comunicativa e ad un carattere quanto mai vivace, tutto
improntato all’immediatezza ed alla sincerità nelle relazioni. E’ in
scena che NOA offre un’idea più spumeggiante delle sue capacità, una
presenza accattivante che si muove sul set spostandosi dalla chitarra alle
percussioni alla voce, tutto innaffiato da una spontaneità estremista. Si
è accorto di lei Pat Metheny che ha voluto produrre il suo primo album
per la Geffen Records/Metheny Group Productions chiamando in sala di
incisione artisti del calibro di Steve Rodby al basso (co-produttore
insieme a Metheny), Lyle Mays al piano e tastiere, Steve Ferrone alla
batteria, Louis Conte, Dave Samuels e Danny Gottlieb alle percussioni,
Bill Evans al sax, Gil Goldstein alla fisarmonica ed ha fatto scivolare la
calda voce dell’artista sul velluto dei suoi arrangiamenti acustici, sul
tappeto di ritmi evocativi e convincenti. "Il mio primo disco non
suona come un tipico album di Pat - afferma NOA - Pat non ha certo bisogno
di me per questo. Canzoni, parole e voci, questi sono i miei punti di
forza. Pat ha nutrito queste mie peculiarità aggiungendo i suoi splendidi
musicisti ed il suo tocco davvero geniale". Sebbene nei suoi dischi
ci siano canzoni cantate anche in israeliano e arabo, NOA se la prende un
po' con chi etichetta la sua musica come "world music".
"Non sopporto le etichette - chiarisce NOA - è stata proprio la mia
storia personale che mi ha portato all’abbattimento di ogni barriera,
sia sotto il profilo etnico e religioso, che sotto l’aspetto musicale.
E’ per questo che ho accettato le collaborazioni di musicisti aperti al
nuovo come Pat Metheny, Sting, Pino Daniele, ecc. Con loro e con Gil Dor,
sono andata oltre la "world music" e il "folk etnico",
muovendomi con molta libertà all’interno di un repertorio trasversale
che mescola, senza svilirle minimamente, diverse tendenze."


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