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Review of the Estival Festival,
Lugano where Noa performs. Switzerland
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L'Estival '97 dalla A alla Z
Pianoforti sempre scordati, worldmusic artificiosa e un violino dell'OSI in «A Night in Tunisia»
Accordatura. Precaria a Melide, disastrosa a Tesserete (anche a causa del tempo), terrificante venerdì sera in piazza Riforma. Poveri pianisti!.
Brusìo. Ancora una volta, grande protagonista sonoro in piazza Riforma. Ma ormai ci siamo abituati, Estival non è solo musica ma è anche festa, luogo d'incontro.
Canto. Come era già accaduto qualche anno fa con Bobby McFerrin, la piazza ha cantato sotto la direzione dei Take 6. Senza molta convinzione, a dire il vero.
Danza. Sfrenata, energetica, musicalmente eccitante, la salsa dei Cubanismo! ha letteralmente infiammato il pubblico di Tesserete.
Energia. Quella del gruppo di Bill Evans, che ha travolto il pubblico della Romantica.
Flauto. Uno strumento che continua ad essere piuttosto raro nel jazz, utilizzato perlopiù da sassofonisti. A Melide abbiamo ammirato un bravo flautista "puro", Christian Gilardi.
Galliano. Il suo concerto è stato, a mio parere, il più straordinario di questa edizione.
Hit parade. Gli standard più "gettonati" di quest'anno sono Birdland (Ferguson e Lins) e Night in Tunisia (Kit McClure, Ferguson e Hampton-Heath-Faddis, che hanno suonato davvero con Dizzy).
Italia. Tra i musicisti italiani, alcuni meritano una menzione particolare: Alberto Bonacasa del gruppo di Marco Cortesi, Franchino D'Auria dei Musaik e la sezione ritmica di Galliano, con Furio Di Castri e Roberto Gatto.
Jazz. Un doveroso grazie agli organizzatori di Estival per aver portato a Lugano due leggende viventi, Heath e Hampton, con un gruppo davvero magnifico.
Kenny Drew. Un nome una garanzia. Kenny Drew senior (1928-1993) è stato un grande pianista, il figlio Kenny Drew junior ha tutte le carte in regola per seguire le sue orme.
Latino. Gato Barbieri che si china verso il microfono e canta Brasiiil, ohohooo: un po' triste.
Manager. Quello di Keb' Mo', che ha voluto la batteria del palco di Melide "in esclusiva" per il suo musicista. Assurdo.
Nubifragio. Si è abbattuto su Agno e sulla Fort Apache Band di Jerry Gonzales, eroici nel continuare a suonare con grande
energia.
Oakland. È una città della California ma, dopo aver letto il programma di Estival, qualcuno può pensare che sia uno Stato americano (!).
Piazzolla. Magicamente, il suo spirito si è materializzato sopra Lugano nella fisarmonica di Richard Galliano.
Qualità. Quella dei due gruppi ticinesi, che hanno dimostrato (se ce ne fosse bisogno) di essere all'altezza della situazione.
Radici. Quelle della morna di Cesaria Evora, un ancestrale e struggente blues afro-portoghese.
Spiritualità. I testi delle canzoni dei Take 6 sono spesso delle rivisitazioni di episodi biblici.
Trombone. Quello di Slide Hampton, uno strumento speciale perché costruito su misura per un musicista
mancino. È stato rubato prima del concerto, e solo grazie all'intervento di Danilo Moccia il buon Slide ha potuto suonare.
Uragano. Musicalmente parlando, quello che ha dato vita all'ultima serata di Estival: tre concerti d'altissimo livello e un finale spettacolare. Una serata mozzafiato.
Violino. Non è facile sentire gli archi dell'OSI, in piazza.... ma quello di Tamàs Major si è
sentito, eccome, nell'introduzione a Night in Tunisia.
Worldmusic. Affascinante quella di Cesaria Evora e di Noa, artificiosa e tutto sommato scialba quella di Joe Zawinul.
X-file. Un mistero che riguarda il nuovo progetto musicale di Vinx: come può essere così
scialbo, inconsistente, monotono?
Yemen. Un paese musicalmente poco conosciuto, le cui tradizioni vengono in parte rielaborate da Noa.
Zawinul. Per fortuna ha pensato bene di non eseguire la sua celebre Birdland, già proposta da Maynard Ferguson e da Ivan Lins.
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